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Medicina Manuale Ortopedica Italia

 

GRUPPO MEDICINA MANUALE ORTOPEDICA ITALIA

 

Affiliato alla Unione Euro Mediterranea Medicina Manuale Ortopedica (UEMMO)

 

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COMUNICATO UFFICIALE : 

Alla luce dei recenti eventi venuti alla ribalta della cronaca in questi giorni, per la dichiarazione di un noto giornalista, che avrebbe adombrato il sospetto che l’ictus, da cui è stato affetto di recente, sarebbe insorto in seguito a delle manipolazioni vertebrali, a cui si sarebbe sottoposto precedentemente, il Gruppo dei Docenti di Medicina Manuale Ortopedica Italia rilascia il seguente comunicato:

MEDICINA MANUALE ORTOPEDICA
La MEDICINA MANUALE ORTOPEDICA è una DISCIPLINA MEDICA,
i cui obiettivi sono la diagnosi, il trattamento e la prevenzione del DOLORE dovuto ai cosiddetti disturbi funzionali reversibili dell’apparato locomotore.
La “tappa diagnostica” comprende l’esecuzione obbligatoria di due diagnosi:
• UNA DIAGNOSI MEDICA CONVENZIONALE, a fine eziologico, che include anamnesi, esami clinici
e paraclinici (biologici, radiografici, RMN, ecc.):
• UNA DIAGNOSI PALPATORIA SPECIFICA, esclusivamente manuale, a fine topografico ossia di localizzare l’origine del disturbo.
La “tappa terapeutica” include:
• TRATTAMENTI MEDICI CONVENZIONALI, quali farmaci, infiltrazioni, ecc.:
• TRATTAMENTI MANUALI SPECIFICI, quali il trattamento dei tessuti molli, le manipolazioni vertebrali propriamente dette, ecc.
La prevenzione delle recidive è strettamente dipendente dalle conclusioni diagnostiche e puo’ avvalersi dell’aiuto della posturologia clinica.
Dobbiamo al PROF. MAIGNE ed ai Suoi allievi dell’Hôtel-Dieu di Parigi, l’utilizzazione finalmente scientifica delle manovre manipolative per scopi antalgici, dopo una lunga disamina clinica e sperimentale dei meccanismi che regolano la genesi del dolore di origine vertebrale.
Tra i molti contributi fisiopatologici, diagnostici e clinici apportati dalla scuola del prof. Maigne, la “Regola del non dolore e del movimento contrario” è da noi considerata la Regola d’Oro per ottenere il massimo risultato possibile dalla terapia manipolativa nei dolori di origine vertebrale.
UN TRATTAMENTO MANIPOLATIVO ben eseguito DEVE ESSERE PRECEDUTO da un esame semeiologico attentamente condotto, esame che conferisca un’accurata diagnosi medica e che consenta di precisare le indicazioni e le controindicazioni del gesto manipolativo che il medico che pone la diagnosi deve porre in essere.
In particolare l’esecuzione delle manipolazioni del rachide cervicale (come da linee guida SOFMMOO) devono essere necessariamente precedute dalla radiografia del rachide e, se necessario, dall’Ecodoppler dei tronchi sovra aortici; in alternativa, l’esecuzione dei trattamenti sopra indicati deve essere preceduta dalla visita dello specialista competente ( angiologo, neurologo, ecc) a cui indirizzare il paziente.
Da quanto sopra brevemente esposto, risulta evidente la necessità di un insegnamento che si rivolga esclusivamente ai laureati in Medicina e Chirurgia, cosa diversa dai corsi di Osteopatia e Chiropratica che sono accessibili a tutti.

Da tempo si è cercato di ufficializzare le figure di Osteopata e di Chiropratico in Italia. Molte sono state le proposte di legge, fino al Decreto Legge del 27 Maggio 2016, denominato Decreto Lorenzin, dove agli art. 4 e 5 vengono previste le professioni sanitarie di queste figure con una serie di riconoscimenti che poi non sono mai stati definiti e normativati. Lo stesso anche nella Legge 11 Gennaio 2018 n. 3, sempre a firma della Ministra Lorenzin, su disposizioni per il riordino delle professioni sanitarie e per la dirigenza sanitaria del Ministero della Salute, ha individuato le professioni sanitarie dell’Osteopata e del Chiropratico, proponendo a seguire la definizione dei criteri di valuazione e di riconoscimento dei titoli equipollenti e proponendosi di adottare in seguito la definizione dell’ordinamento didattico della formazione universitaria, mai portato a conclusione.
È per ciò che ad oggi, la figura dell’Osteopata e del Chiropratico non sono annoverabili fra le professioni sanitarie riconosciute in Italia, tanto che le loro ricevute sono soggette ad IVA e non sono detraibili come prestazioni sanitarie.
Al giorno d’oggi, ed alla luce di quanto su-esposto, non è più giustificabile demandare l’esecuzione del trattamento manipolativo del dolore a personale non medico, in quanto non può porre la diagnosi imprescindibile. Oltretutto il Medico che dovesse consigliare o prescrivere trattamenti manipolativi effettuati da non medici, per giurisprudenza costante , risponde civilmente e penalmente di eventuali danni subiti dal paziente.
Inoltre la manipolazione non ha ragione di essere una monoterapia; può e deve essere invece considerata qual è: un’arma formidabile di diagnosi e terapia del dolore nelle mani di medici esperti che la integrano (con pari dignità) alle altre armi che la Medicina mette a loro disposizione.